STUDIO ARTE FUORI CENTRO
cura di Loredana Rea

Per questa esposizione
Giuliano Mammoli presenta una installazione di grande suggestione: grandi bozzoli luminosi sono stati disposti nello spazio della galleria, a custodire la fragilità di nuove esistenze, che una volta liberate dalla loro sottile corazza dovranno confrontarsi con le difficoltà della quotidianità.
cura di Loredana Rea
a cura di Maria Vinella

Negli oggetti foto-scultorei in cera di
Anna Maria Battista sono celati ricordi, emozioni, sensazioni che affiorano nella fotografia intesa come occasione preziosa per bloccare il flusso temporale e per affermare il senso del personale
dasein, l’heideggeriano
esser-ci. Dalle forme del reale nascoste dagli strati cerosi, dalle figure appena visibili nelle riproduzioni fotografiche, dalle impronte corporee bloccate nella materia morbida e trasparente, affiora la lenta e progressiva costruzione di una narrazione autobiografica che è necessaria ricerca di sé.
a cura di Maria Vinella
a cura di Giorgio Agnisola

Un finissimo gioco stilistico e narrativo caratterizza l’arte di
Mimmo Di Laora, un gioco che riassume un abile ripensamento dei termini e dei modi del linguaggio ad un ludico ma anche riflessivo esercizio della fantasia.
a cura di Giorgio Agnisola
a cura di Matteo Galbiati

La visione artistica di
Nadia Galbiati si concentra sulla problematica dello spazio – naturale ed artificiale – come luogo delle esperienze, della storia e del vivere, che è rielaborato e sezionato nelle sue costituenti primarie: il suo sguardo si indirizza pertanto sulla ricognizione e sull’indagine degli elementi costitutivi dei luoghi dell’esistenza umana, dove le presenze delle geometrie, tratte in origine dalle strutture naturali, sono diventate artificio tecnico per la rielaborazione architettonica delle costruzioni dell’uomo.
Matteo Galbiati
a cura di Carlo Fabrizio Carli
… per realizzare le sue sculture, Marco Ferri ricorre all’impiego insistito, e linguisticamente caratterizzante, del più elementare filo metallico, magari già utilizzato e, alla bisogna, perfino di recupero da qualche discarica, comunque ricco di vissuto; materiale che sa essere, ad un tempo, duttile e rigido, direzionale e flessibile, strutturale e pieghevole.
Carlo Fabrizio Carli
a cura di Loredana Rea
dall’8 al 25 giugno 2010
A guidare Giancarla Frare nella complessa costruzione di questa sua nuova personale è l’urgenza di dare forma ad un’ossessione di questo nostro tempo: la sottile persistenza del passato, che troppo spesso lascia solo tracce leggere di ciò che è stato e ora non è più. L’artista combatte la fragilità dell’esistenza attraverso un singolare lavoro di messa in memoria, un desiderio di archiviazione, che sa bene essere selettivo: qualcosa inevitabilmente sfuggirà, trasformandosi in altro.
Loredana Rea
a cura di Loredana Rea.

dal 18 maggio 2010 al 4 giugno 2010
Per questa esposizione Oriano Zampieri ha costruito un evocativo omaggio al Mediterraneo, luogo dell’identità originaria e possibilità di recuperare la consapevolezza della propria identità. Tra la terra e il cielo, sono racchiuse le motivazioni di antiche civiltà e di suggestive ritualità, a dare forma a quelle immagini lentamente sedimentatesi nella memoria.
Loredana Rea.
Fondazione Banca del Monte, Foggia
Fili di fate tessute nella carta per Maria Lai, storie magiche per Elisa Montessori, virtuosismi di scritture visionarie per Alba Savoi, grovigli fotografici per Teresa Pollidori, timbri e collage per Eugenio Miccini, pastelli e spago per Fernando Rea, zoom di scritture per Marcello Diotallevi, architetture fugaci di velluti e specchi per Rosemarie Sansonetti, stratigrafie e collage per Rita Mele, impronte per Rosella Restante.
Maria Vinella
Dal 27 aprile al 14 maggio 2010
Per questa esposizione Salvatore Lovaglio presenta una serie di lavori recenti, tutti realizzati in grandi formati, con l’acquatinta, l’acquaforte, il carborundum e la cera molle. L’incisione gli ha permesso di trasformare l’istintiva irruenza del gesto pittorico in una operatività misurata dai tempi lunghi delle morsure degli acidi per creare un linguaggio che, pur conservando l’originaria energia nell’esprimere le emozioni del proprio sentire, si è liberato da ogni forzatura espressionistica.
Nel suo percorso di ricerca, infatti, parallelamente ai grandi dipinti dall’intensa espressività, l’incisione rappresenta negli ultimi anni un importante mezzo espressivo. Dal 2006, con la tecnica dell’incisione, usata negli anni precedenti solo saltuariamente e sempre come supporto all’opera pittorica, l’artista sta realizzando una serie di grandi fogli, ispirati alle forme del paesaggio, che pur suggerendo uno stretto legame con l’opera pittorica evidenziano una loro specifica autonomia. La materia cromatica densa e contemporaneamente liquida evoca la terra impastata di rugiada, il cielo colmo di luce e l’acqua pulsante di vita, a suggerire la necessità di riscoprirsi parte della natura.
a cura di Loredana Rea
Salvatore Giunta ha progettato un’installazione complessa eppure minimale. Una forma geometrica apparentemente semplice, ma strutturalmente articolata si relaziona con l’ambiente spaziale che la circonda,
a cura di Loredana Rea
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