STUDIO ARTE FUORI CENTRO
cura di Giorgio Bonomi

“i lavori di
Ragni – che si articolano, nel corso degli anni, per cicli – in realtà compongono un ciclo unico, costituendo una sorta di cerchi concentrici in verticale come quelli di una spirale.
cura di Dario Ciferri
"Armando Fanelli attraverso
Password compie un lavoro intorno all’uomo, all’omologazione, al bisogno di libertà e di connessione. Il video e gli scatti fotografici ci mostrano una serie di sacchi a pelo da cui le persone escono mettendosi in posizione verticale.
cura di Dario Ciferri
cura di Matteo Galbiati
Nell’epoca dei codici globali e della comunicazione diffusa, rapida e planetaria, il linguaggio vive la perdita e lo svuotamento delle sue potenzialità comunicative.
Rosella Restante nella sua installazione, propone con un profondo senso di perdita, di ri-potenziarne il valore estendendo la sua analisi ad altri livelli sensoriali, percettivi e cognitivi.
Matteo Galbiati
cura di Loredana Rea

Per questa esposizione
Minou Amirsoleimani presenta un’opera rigorosa e di grande incanto, a suggerire la fragilità dell’esistenza e la difficoltà di confrontarsi con la quotidianità, aggiungendo un altro tassello all’analisi dello spazio in relazione alle forme in esso contenute, che dagli anni ’90 le ha offerto molti importati spunti di riflessione.
Loredana Rea
cura di Loredana Rea

Per questa esposizione
Elisabetta Diamanti propone serie di lavori profondamente evocativi, preziosi e al tempo stesso essenziali, su cui sta lavorando da alcuni anni con la determinazione che contraddistingue il suo impegno. Rappresentano il raggiungimento della maturità e contemporaneamente l’apertura verso nuove ricerche, che partono dalla specificità del linguaggio calcografico, di cui è interprete di grande raffinatezza, per andare oltre. Quelli scelti per questa esposizione sono fogli incisi, ma anche tele di lino o canapa che raccontano attraverso significativi frammenti una storia intima.
Loredana Rea
cura di Silvia Valente
L’artista ci presenta il suo “Atlante della memoria” (per citare Aby Warburg) e ci invita a guardare a quelle stesse immagini non con gli occhi della storia, né tantomeno con lo sguardo di chi le ha assemblate, ma semplicemente con i nostri occhi e con i nostri rimandi ad esperienze personali. Ogni Elegia si trasla su binari differenti come, di volta in volta, sono differenti le menti che immagazzinano le forme.
cura di Silvia Valente
cura di Loredana Rea

Per questa esposizione
Anna Maria Fardelli presenta dei lavori recenti, che si inseriscono in un ciclo più ampio che va elaborando già da alcuni anni. Nascono dall’idea di materializzare visivamente la compenetrazione luminosa di elementi differenti, per analizzare cromaticamente l’energia messa in gioco dal loro incontro.
Loredana Rea
Loredana Rea

Per questa esposizione
Elettra Cipriani presenta una serie di lavori in ceramica realizzati specificatamente. Sono piatti di dimensioni differenti, si parte dal diametro di circa 1 metro e si arriva a quello di pochi centimetri, per creare un’istallazione di grande fascino, in cui oggetti che quotidianamente contrappuntano lo svolgimento della vita di ognuno, si mostrano al pubblico con una luce diversa.
Loredana Rea
cura di Loredana Rea
Elena Nonnis presenta un percorso complesso: ha intessuto la trama delle proprie emozioni all’interno dello spazio della galleria. Ha cominciato con un nodo, un piccolo nodo, come quelli che faceva da bambina per ingannare il tempo. E poi a quello ne sono seguiti altri, molti metri di nodi che si avvolgono su se stessi, perché come dice l’artista “i nodi segnano l’esistenza e diventano ricordi, diventano legami, diventano tempo”. A Fuori Centro i nodi hanno finito per diventare una matassa scura che invade la galleria a tracciare un percorso che si raggomitola su se stesso per perdersi e ritrovarsi, come in un labirinto, magari senza mai trovare il bandolo della matassa.
Loredana Rea
A rileggere la storia della Biennale di Venezia sembra che le polemiche abbiano sempre preceduto e accompagnato lo svolgersi di ogni edizione, tanto che sorprende che ancora non sia scoppiato “il caso 54° Biennale”. Infatti, da quel lontano 30 aprile del 1895, quando Umberto I e la regina Margherita inaugurarono la prima edizione della manifestazione internazionale di Venezia, le controversie e anche gli scandali non sono mai mancati.
Oltre un secolo fa la grande occasione di sdegno fu causata da
Il supremo convegno di Giacomo Grosso:…
Loredana Rea
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