01/12/2000  al 28/12/2000

TONI SARACINO - MARINA GOZZI &: forme plastiche e variate trame

A cura di: Ivana DìAgostino

TONI SARACINO - MARINA GOZZI &: forme plastiche e variate trame

La terza mostra in calendario dello Studio Arte Fuori Centro induce l’attenzione su due giovani artiste acquisite piuttosto di recente agli eventi espositivi, datandosi la loro entrata nella scena dell’arte contemporanea, avvenuta per entrambe con una personale, al ’97 per la Saracino e al ’98 per la Gozzi, seppure quest’ultima, malgrado l’abbia intercalata con una lunga pausa, avesse iniziato a mostrare le sue forme plastiche in collettive già dall’81 – ’82. L’ acquisizione recente è tuttavia lontana dal supporre uno stato della ricerca ancora iniziale, valendo per entrambe le artiste l’affermazione di un operato creativo in itinere sulla base di principi di stabile coerenza, che spostati ben più indietro delle date citate, stabiliscono adesso il raggiungimento di una più matura consapevolezza.

Che per la Saracino ha come cardine, già dai Dialoghi della mostra romana, la poetica del frammento, allora risolta come segni interagenti tra gli spazi, ed oggi come fili di variate trame, atti a ricucire brani di discorsi mai intenzionalmente finalizzati ad un unicum coerente. E per la Gozzi, il raggiungimento di forme plastiche che si evolvono attraverso strutturazioni di elementi plastici lamellari, spesso ispirati alla crescita di forme organiche . Ma anche alla destrutturazione di piani morbidamente curvi di architetture desertiche ( Scultura n. 2), come evocate in modo indefinito tra i vapori di un miraggio. Vale per entrambe il piacere del confronto con la materia, con la manualità del fare, con la scelta di cromatismi che rimandano a campionature di diretta filiazione dal mondo organico. Quello stesso mondo, che una volta indagato come fonte ispirativa, è successivamente tralasciato per avvalorare codici di comunicazione primari, da cui l’ispirazione iniziale può emergere solamente a tratti, per affioramenti parziali. E’ così nelle sculture di Marina Gozzi, certamente ispirate alla crescita naturale di forme organiche.

La forma di Scultura n. 4, montata con sfoglie plastiche lamellari avvolgenti imbozzolate su se stesse, costituisce un elemento plastico di superfici continuamente interrotte che ne alleggeriscono l’effetto scultoreo, tradizionalmente affidato alla continuità dei volumi. Marina gioca invece sui piani, sulla frammentazione del discorso, sulla imprevedibilità della forma vista da altre angolazioni, sull’esilità dell’appoggio (Scultura n. 3), capace di creare un’intima contraddizione con lo sviluppo della forma plastica. Ma gioca soprattutto, direi, con lo spazio e con la luce, che incuneandosi tra i piani e i vuoti delle sue forme come in crescita, attraverso gli intensi, a volte più vibrati chiaroscuri, è come se volesse lasciarne indefinita la lettura d’assieme. Questo non voler chiudere i discorsi, la poetica del frammento di cui si è detto, sostanzia anche la ricerca di Toni Saracino. Passata dalle carte, ai cui segni affidava la comunicazione intermittente tra gli spazi, questo tramare i discorsi attraverso ricuciture parziali, è divenuto ancor più evidente nella serie delle Trame. Come in Trama settima, i cui fili non fermati, sono infatti lasciati liberi come sfilacci tesi quasi a volere estendere il discorso lungo percorsi erratici e imprevedibili, ben oltre i limiti definiti dai supporti in iuta.

Il mondo evocativo a cui la Saracino si affida riduce i codici ad una primarietà essenziale, fatta di eruzioni parcellizzate di microelementi lamellari di rame allusivi, a volte, in Trama sesta, a piccole esplosioni cosmiche che si effondono lungo i percorsi di ricuciture fratte. Altre volte ricordano invece, come in Trama nona, costellazioni alla deriva. Piccole stelle disseminate lungo le cui direttrici indefinite e interrotte si riverbera la luminosità incerta della superficie del rame. E la frammentarietà di un discorso poetico continuamente ripreso tra una trama e l’altra, senza con questo voler raggiungere un suo completo compimento.

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