19/02/2015  al 06/03/2015

Patrizia Dottori. Firebergs

A cura di: Laura Turco Liveri

Patrizia Dottori. Firebergs
Nell’ambito del progetto pluriennale Il colore dell’acqua, che Laura Turco Liveri porta avanti come tema preminente della propria attività di critica e curatrice (si ricorda l’evento Acqua femmina, Roma, Centro Sociale Brancaleone, 2006), si inaugura la prima tappa della rassegna Acque, quattro personali di artisti contemporanei - Patrizia Dottori, Isabella Nurigiani, Silvia Stucky e Cloti Ricciardi. La rassegna, inserita nel ciclo Proposte dello Studio Arte Fuori Centro, offre una visione concentrata dell’opera di ogni artista, lasciandola libera di esprimere il tema, volutamente onnicomprensivo, sia nel rispetto dell’indole personale sia nel rispecchiamento dell’estrema diversità di un elemento primario, e forse terminale, come l’acqua. Lo spazio della galleria diventa così uno luogo dedicato ad ognuna per tre settimane, mentre il catalogo, presentato nell’ultima tappa espositiva, a maggio 2015, riunisce di nuovo le quattro artiste.
 Ad inaugurare la rassegna, l’esposizione della fotografa Patrizia Dottori, da anni impegnata anche sul tema dell’acqua, che presenta diverse opere del multipremiato progetto Firebergs (Montagne di fuoco), nato dalle forti emozioni avute sul ghiacciaio del Perito Moreno in Argentina.
Con la serie The Begininnig e Hot as Ice (“Bollente come il ghiaccio”), la Dottori traduce in termini cromatici la sensazione di calore, anche visivo, avuta in Argentina: il ghiaccio brucia, come il sole che a sua volta lo scioglie. Invertendo nei colori complementari gli azzurri dei ghiacci e il blu dell’acqua, l’artista rispetta il soggetto fotografato, ma ne capovolge il significato, non ostentando il processo tecnico (“ho preso particolari dell'iceberg e li ho trattati come un internegativo durante la fase di stampa”), anzi occultandolo con accurata semplicità, per restituire un’altra foto e un altro significato, completamente congruente con il mezzo espressivo usato, dalla forte comunicatività, sia d’impatto che di stimolo alla riflessione su temi estetici e ambientali.
E se la composizione di Hot as ice si concentra volutamente su un punto focale che attira l’attenzione facendola esplodere poi per tutta la superficie dell’opera e verso lo spettatore, nella serie successiva, Shinebergs (Montagne splendenti), la composizione, strutturata a grandi blocchi, si placa e si organizza, lasciando ritmi pulsanti alle sole epidermidi dei soggetti.
In Shinebergs, infatti, l’autrice, giocando ancora sulla molteplicità semantica dell’inversione, crea l’immagine e il colore dell’acqua da soggetti totalmente opposti, fotografati in Spagna: “La pietra diventa ghiaccio, il colore ocra della terra, nell'acqua del lago e nella roccia, da cui spuntano le rocce come iceberg, diventano blu, diventano acqua di mare e ghiaccio.”
Così, come scrive nella poesia di introduzione al progetto, “La luce scava nel mio buio ancestrale / E porta con sé l’odore della mia esistenza”, il proprio percorso esistenziale si apre ancora una volta alla partecipazione al mondo e all’impegno sociale, per ribadire “il concetto del cambiamento attraverso la sua trasformazione”.
Il catalogo, che riunisce le quattro mostre con l’introduzione, i testi critici e le interviste alle artiste a cura di Laura Turco Liveri, sarà presentato all’inaugurazione dell’ultima tappa

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