03/06/2014 dalle 18:00  al 20/06/2014

Gabriella Di Trani Dal mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza

A cura di: Ivana D'Agostino

Gabriella Di Trani Dal mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza
La video-installazione di Gabriella Di Trani  si svolge intorno al mito di Serapide, dove la visione del tempo, passa attraverso le teste di lupo-passato, leone-presente, cane-futuro, circondati dal serpente (il tutto, l’infinito) ed arrivando tramite variazioni dovute al luogo e al tempo, all’Allegoria della Prudenza di Tiziano, con le teste di vecchio, maturo e giovane ed i tre animali già descritti. L’Allegoria, ripresa da Gabriella Di Trani, con chiari riferimenti pop, rappresenta dunque il fulcro di questo passaggio nel tempo. L’azione si svolge in un luogo dove tre tende di velo rappresentano il passaggio, il mistero, e una volta superate, si arriva ad una video-installazione: tre finestre che si aprono e in cui si vedono apparire i segni della memoria e del tempo. Le video-finestre sono ideate, pensando che siano osservate dall’esterno, tra suoni e colori che si armonizzano in un carosello continuo, con musiche originali e contaminazioni. Alla fine tutto sparisce e tutto si ricompone nel segno di Uroboros.
animazione e montaggio: Pablo Argentino Storino
musiche originali ed esecuzione: Cristiano Argentino Storino e Fabio Salberg
 
 
Dal mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza
Riflessione mai interrotta sul tempo.
di Ivana D'Agostino
 
Adeguato complemento di una lunga ricerca artistica maturata negli anni sulla riflessione sul tempo nel divenire ciclico, Gabriella Di Trani completa oggi questo interesse per un tema più volte considerato attraverso linguaggi artistici diversificati al cui centro, però, ha sempre posto la pittura, mettendo in atto una concettuale installazione video di speciale complessità e bellezza in cui la pittura, spodestata del suo valore di “unicità irripetibile”, compare invece come “storia narrante” dell’Allegoria della Prudenza raccontata con le immagini dei dipinti da lei realizzati sul tempo, e nel tempo.
L’interesse a sollecitare sensazioni plurisensoriali attraverso il fare artistico è per lei questione di antica data avendo dimostrato presto, come ebbi già a dire nel 1996, propensione a sconfinare nell’evento totale costituito da opera/spazio/azione scenica/musica/video.
Nello specifico della mostra in questione presso lo Studio Arte Fuori Centro, la riflessione sul tempo dell’Allegoria della Prudenza, esemplata sul quadro di Tiziano a cui guarda, e ha guardato la Di Trani per rendere visivamente il continuo ripercorrersi di passato, presente e futuro comune al destino degli uomini - così come fece nel bellissimo trittico ligneo dipinto su questo tema -  trova il suo più attuale compimento nel video espressamente realizzato per questo evento, proiettato in tre scomparti/finestre: una moderna formula narrativa di più antiche e costanti riflessioni sull’esistenza nel suo divenire, raccontate oggi da Gabriella Di Trani unicamente col supporto delle nuove tecnologie applicate all’arte. Eppure le sensazioni coinvolgenti che si provano ora davanti a questo ultimo lavoro ancora sul tema Dal Mito di Serapide all’Allegoria della Prudenza, sono del tutto analoghe a quelle sollecitate da altri eventi pensati e realizzati in passato da questa artista.
Sostituita la pittura in quanto tale da tre finestre di algida e magrittiana purezza, in esse, come immagini video ottenute con un sapiente montaggio, a cui fanno da sottofondo musiche verdiane, di Vivaldi, di Bach e ritmati cori bulgari ripresi nella Sonata spaziale per contrabbasso e tastiera, sono riconvertiti i suoi quadri, espressi con un linguaggio visivo di impronta neo-pop, da sempre  attento alle sollecitazioni dei media e della comunicazione pubblicitaria di massa.
Costante, si è detta, in questa artista è la riflessione sul tempo, di cui simbolicamente Ourobouros, il serpente che si morde la coda chiudendosi ad anello esprime l’eterno divenire.
Ma alla teoria del ritorno ineluttabile, cadenzata nel passato, presente e futuro del divenire ciclico dell’esistenza umana, corrisponde anche la tripartizione delle finestre di questa installazione in cui tutto è sottoposto ad un pensiero progettuale ben preciso. La progettazione, anzi, si va sempre più delineando come operazione registica complessa di un modus operandi, alle cui regole, in sincrono perfetto, vanno ricondotte le musiche, la sequenza delle immagini video delle tre finestre, e l’effetto dissolvenza delle medesime, come se fossero viste attraverso il  filtro memoriale dei tre teli trasparenti disposti in diagonale davanti a loro.
Se alla tripartizione, di per sé allusiva alla perfezione, Gabriella Di Trani, partendo dai trittici lignei dipinti per arrivare alle triplici finestre/video, riconduce la sua mai interrotta riflessione sul tempo e sull’Allegoria della Prudenza, ad essa, come un filo rosso di continuità, ci riconducono ancora il lupo, il leone e il cane impressi sui tre velari dislocati nello spazio come soglie di passaggio tra passato, presente e futuro dell’esistenza umana, così chiusa ad anello come Ourobouros, il serpente che si morde la coda.
 

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