14/11/2017  al 01/12/2017

Enzo Bersezio "Intorno ai numeri primi"

A cura di: Marcello Corazzini - testo di Enrico S. Laterza

Enzo Bersezio "Intorno ai numeri primi"
 
Ciò che Enzo Bersezio ha voluto qui realizzare è l’espressione di un legame intimo tra la meditazione delle pratiche tantriche e la solitudine di un pensiero matematico e schematico, intimo, necessario per la costruzione e la crescita di una coscienza spirituale meditativa.
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Enrico S. Laterza
 
 
L’opera scultorea di Enzo Bersezio s’incide e s-com-po-ne nella poetica aritmetica ritmica d’una ciclicità esistenziale cronologicamente modulata e accumulantesi all’infinito.
 
Mantra della ruota-della-preghiera, cadenzato scampanio tibetano o gong sull’ossimorica immobile mobilità fluttuante della librata, aerea vividezza cromatica d’un’instabile fragile de-struttura calderiana. Però, con gradazioni tenui, quasi atone, di coloritura delle superfici semilucide patinate, lignee o cartacee, in contrasto all’acceso nero-rosso degli inserti in tessuto sui batacchi, al candore dei cordoncini, ai brillanti riflessi metallici di ganci, moschettoni e tubi.
 
Quei cilindri avvolgono in sé stratificazioni di casuali fram-men-ti autobiografici – dalle bollette alle liste-della-spesa, dai bigliettini agli appunti, pez-zet-ti strappati all’effimero, giornaliere scorie significativamente insignificanti, che altrimenti sarebbero destinate ad esser cestinate, cioè buttate via, gettate, heideggerianamente parlando. Al di sopra, sono impresse a rilievo cifre, codici, iscrizioni di diverse lingue e culture, alla frontiera fra Oriente e Occidente, intelletto e inconscio, naturale e razionale, materiale e concettuale, corpo e spirito. Già presentato a maggio, in versione singola, alla Cavallerizza di Torino, l’ideale programma creativo-interpretativo dell’autore piemontese viene riproposto nella nuova riformulazione raddoppiata, insieme ad alcune tavolette d’intensa elaborazione, giusto oggi, dal 14 novembre 2017 (ch’è proprio un “protoanno”), in mostra allo spazio Studio Arte Fuori Centro di Roma.
 
Ecco. Gli affascinanti, criptici, enigmatici, incalcolabili, incommensurabili, sfuggenti, solitari numeri-primi, intorno ai quali nei millenni si sono esercitate, insieme alle scienze fisico-matematiche (con le connesse congetture, ipotesi e teoremi, da Euclide ed Eratostene a Fermat, da Eulero a Riemann e Goldbach), nonché la cabala mistico-religiosa e i riti esoterici o magico-misterici, anche musica (ossia l’ossessionato Messiaen), filosofia e letteratura (Contact di Sagan e, di recente, il noto romanzo di Paolo Giordano, poi tradotto al cinema per la regia di Saverio Costanzo), spesso si è esplicato nell’arte moderna e contemporanea (essendo, ad esempio, desumibile, come tema di sottofondo, pure nella volatile installazione luminosa “organicolistica” di Mario Merz, ispirata alla famosa sequenza di Fibonacci e dal 1998 collocata in bella-vista sulla cupola della Mole Antonelliana, simbolo verticale della capitale sabauda).
 
2, 3, 5, 7, 11, 13… Appesa al fulcro del cielo, l’opera scultorea di Enzo Bersezio s’incide e s-com-po-ne nella poetica aritmetica ritmica d’una ciclicità esistenziale cronologicamente modulata, accumulantesi… ad infinitum… 
 

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