29/09/2009  al 16/10/2009

ANNA MARIA SUPPA: Come le parole…raccontano i colori

A cura di: Loredana Rea

ANNA MARIA SUPPA: Come le parole…raccontano i colori L’inventario emotivo proposto dall’artista si compone di segni, tracce, textures, figurazioni allusive ad una serie di delicate narrazioni.

 



Colori che raccontano come le parole. Parole da guardare. Immagini da interpretare. Dipinti e installazioni pittoriche di medie e grandi dimensioni accolgono le narrazioni visive di Annamaria Suppa, realizzate con tecnica raffinata (tecnica mista su legno con stratificazioni di gesso, bitume, pigmenti, essenze impregnanti, foglia oro ecc.), frutto di rigorose ricerche pluridecennali.

L’inventario emotivo proposto dall’artista si compone di segni, tracce, textures, figurazioni allusive a delicate visioni. Fragili cartografie che appaiono abitate da colori liquidi e forme sintetiche nonché da rarefatte parole nate da misteriose associazioni di idee. Parole graffiate, disegnate, incise, incollate che svelano ricordi e desideri, sensazioni e suggestioni, intuizioni e progetti.

Le mappe simboliche celate nelle opere si affidano a scelte espressive molteplici, dense di mille suggestioni pittoriche, ideate e sperimentate con lenta e riflessiva pratica quotidiana, per ri-comporre ed elaborare appunti quasi diaristici, dove l’intreccio di scritture e figure si annida tra leggerezza dello spazio e fragilità del segno, intensità del colore e mutevolezza delle forme.

“Vetta Cima Apice Tetto Rifugio Dimora Casa Nido Nascita”

“Vulcano Eruzione Attività Risveglio”

“Gabbia Vincolo Desiderio Volo”

“Schegge Frantumi Fulmini Luce”

“Solcare Estrarre Ritrovare Ricordare Raggiungere ciò che è in noi”

Le parole, infilate l’una dietro l’altra come perle di un prezioso monile, sono liriche occasioni per ancorare la memoria, per fermare il tempo, per rallentare la fuga dei giorni. Attraverso la sagoma di un animale, la luce di un cielo, il tetto di una casetta, la forma di un cuore, la vetta di una montagna …

Come un poeta pensa con le parole, l’artista pensa con le cromie e i disegni e le grafie e i pigmenti e le luci e le ombre e le superfici e i volumi. E, allo stesso modo, canta alla vita offrendole il corpo dell’arte. Corpo che è, insieme, spazio per l’arte e spazio per se stesse. È dimensione estetica ed è dimensione fisica e mentale. E affettiva ed esistenziale.

La definizione dell’opera – definizione del proprio stare nel mondo – diventa così rappresentazione della complessità della vita interiore. Vitale affermazione di sé e continua ri-appropriazione della personale specificità culturale.

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