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Pino Pascali, volume a cura di Anna D’Elia, edito da Electa nella collana Monografie del Novecento (pp.304) dedicato all’artista pugliese.

PINO PASCALI

PINO PASCALI
Pino Pascali, volume a cura di Anna D’Elia, edito da Electa nella collana Monografie del Novecento (pp.304) dedicato all’artista pugliese.
di Maria Vinella
Al geniale e compianto Pino Pascali, il grande artista pugliese morto a soli 33 anni a Roma nel 1968, la studiosa e critica d’arte Anna D’Elia dedica una preziosa monografia presentata in questi giorni su tutto il territorio nazionale.
Scultore, scenografo, performer, Pascali coniugò in modo geniale e creativo forme primarie e mitiche della storia e della natura (il mare, la terra, gli animali) con le forme infantili del gioco e dell’avventura e le icone e i feticci della cultura di massa. Traducendo questo speciale mondo dell’immaginario in forme monumentali ed essenziali, spesso realizzate con le materie più effimere e caduche, seppe dare una originale risposta alle nuove tendenze che venivano dall’America come la Pop Art, e seppe precorrere l’arte concettuale degli anni settanta. Attraversò ogni raggruppamento delle neoavanguardie di quegli anni in maniera singolare ed eccentrica rimanendone, in ogni caso, volutamente ai margini. Come spiega Anna D’Elia, ad affascinare l’artista è stato un progetto “di reinvenzione e trasfigurazione fantastica del mondo, in cui l'opera affermi il suo ruolo di comprimaria, non più speculare rispetto al reale, ma terza entità per ridefinire nuove certezze e valori, agganciando il presente alla memoria e al mito”. E sono proprio questi i contenuti primari del lavoro dell’artista: la memoria, l’infanzia, il gioco, il mito, la natura.
Tra operazioni di prelievo e rigenerazione del reale, il gioco dell’opera – messo in atto da Pascali - agisce quale agente di trasformazione per reinventare in chiave ironica e provocatoria gli oggetti e il loro significato, il modo di guardare, pensare, essere.  “Lo spazio dell’arte è quello del viaggio e dell’avventura, in cui Pascali conquista il mondo e lo modifica. E tanti sono i desideri che realizza tramite le sue opere: disarmare la guerra, ricostruire la natura, correggere l’alveo di un fiume, possedere un pezzo di terra che si specchia nel mare, viaggiare in Africa e Giappone, conoscere altre culture, sperimentare una tecnologia a misura d’uomo, cambiare le cose, se stesso, il suo modo di vivere”. Al centro della complessa ricerca dell’artista pugliese ritroviamo innanzitutto la cultura “agraria” e poi la cultura marinara, ma anche la cultura mass-mediale che proprio in quegli anni si impone. A tale fusione e con-fusione di culture antiche e moderne  si riallaccia il senso iconografico di tante opere pascaliane, metafore di un  repertorio fantastico mediato dalla cultura cinematografica e televisiva tipica degli anni sessanta.
Il volume è la nuova edizione, ampliata e aggiornata, della monografia dedicata a Pino Pascali (Bari 1935- Roma 1968), a cura di Anna D’Elia, edita nel 1983 da Laterza da tempoesaurita. Oltre ai saggi aggiornati della curatrice e del critico barese Pietro Marino, la nuova edizione raccoglie interventi di critici e storici dell’arte come Alberto Boatto, Achille Bonito Oliva, Cesare Brandi, Maurizio Calvesi, Giuliano Briganti e Vittorio Rubiu, insieme a rari e importanti scritti autografi (Le parole di Pino), e omaggi di amici e testimonianze poetiche come quella del gallerista Fabio Sargentini e dell’artista Luca Maria Patella.
Ai testi contenuti nella prima edizione si sono aggiunti, in questa edizione, gli scritti di Simonetta Lux, Marco Senaldi, Massimo Ruiu e Rosalba Branà, una biografia ricca di testimonianze dell’artista stilata dalla curatrice e da Claudia Lodolo, e le schede storico-critiche aggiornate e ampliate delle opere firmate da Anna D’Elia e Lia De Venere. Completano il volume ricche documentazioni fotografiche a colori e in bianco-nero.
 

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