Scatti Ritrovati. claudio abate per gino de dominicis
a cura di: Costantino D’Orazio
Inizio evento: 04/06/2010
Fine evento:24/09/2010
Provincia: Roma
Città: Roma
Indirizzo: via del Vantaggio 46a
Luogo: Mara Coccia artecontemporanea
Apertura: orario 11,30/19.30 - chiuso lunedì e festivi
(chiusura estiva 31 luglio – 1 settembre)
E-mail informazioni: maracoccia7@gmail.com
La personalità, l’estro creativo, la soggettività e il lavoro artistico di Gino De Domincis riletti attraverso
l’obiettivo di Claudio Abate. Prende così vita, attraverso quattordici fotografie, molte delle quali inedite, un
percorso intenso di immagini sapientemente custodite da Abate per ricordare e rendere omaggio all’uomo,
all’artista, all’amico De Dominicis che volle distruggere – ad un certo punto della sua vita – tutte le fotografie
che ritraevano lui e le sue opere: un modo per ribadire la sua poetica che metteva al centro l’opera d’arte
unica e irriproducibile in una sorta di “carpe diem” artistico.
Oggi Abate costruisce un viaggio nella concezione espressiva del Maestro contestatore e iconoclasta,
contestato e amatissimo; si rileggono così molte opere perdute senza dimenticare l’
environment in cui visse e
operò.
Negli scatti di Claudio Abate si ritrovano infatti molti dei protagonisti della scena culturale e della storia
dell’arte contemporanea dalla seconda metà del Novecento ad oggi, di cui Abate è intriso e che lo ha portato a
raccogliere uno dei maggiori archivi di fotografie a pittori, scultori, autori di performance, happenning e teatro.
Fotografie che raccontano e traslano fino ai nostri giorni passaggi e momenti storici attraverso l’occhio attento
e sensibile di chi, dietro l’obiettivo, era consapevole di ritrarre con spontaneità e poesia visioni e creazioni che
avrebbero segnato un’epoca presente e futura.
In occasione dell’esposizione sarà realizzato anche un
Giornale della Mostra che raccoglie un testo di
Costantino D’Orazio, le opere e altro materiale documentario.
Fotografie di Claudio Abate esposte: Gino De Dominicis,
Il tempo, lo sbaglio, lo spazio, 1970, , bianco e nero, 100 x
120 cm; Gino De Dominicis,
Ubiquità, 1970, bianco e nero, 100 x 120 cm; Gino De Dominicis,
Lo Zodiaco, 1970, colore,
100 x 120 cm; Gino De Dominicis,
Palla di gomma (caduta da 2 metri), nell’attimo immediatamente precedente il
rimbalzo, 1970, bianco e nero, 120 x 100 cm; Gino De Dominicis,
Come io vedo questo tavolo, questi piatti, questa
bottiglia, queste posate questo bicchiere e questa pianta, 1970, bianco e nero, 120 x 100 cm; Gino De Dominicis,
Sono
sicuro che voi siete (e sempre sarete) o all’interno o all’esterno di questo triangolo, 1970, bianco e nero, 100 x 120 cm;
Ritratto di Gino De Dominicis, 1971 ca, bianco e nero, 120 x 100 cm; Claudio Abate,
Ricerca (da un’idea di Gino De
Dominicis), 1971 ca, bianco e nero, 120 x 100 cm;
Gino De Dominicis e Giorgio De Chirico, 1972, bianco e nero, 120 x
100 cm; Gino De Dominicis,
Terza soluzione d’immortalità (Gino De Dominicis vi vede), 1972, e
Manifesto funerario,
1969, bianco e nero, 100 x 120 cm; Gino De Dominicis,
Asta in equilibro e
Gemelli, 1973, bianco e nero, 100 x 120 cm;
Gino De Dominicis,
Disegno (scultura invisibile), 1979, colore, 120 x 100 cm; Gino De Dominicis (anni ’70) bianco e nero,
120 x 100 cm. Tutte le opere sono stampe a getto d'inchiostro su carta cotone ad eccezione di
Contatto con la superficie
sensibile: Gino De Dominicis, 1971, stampa alla gelatina d’argento, bianco e nero, 227 x 133 cm.