NICOLA BOLLA | QUADRI DA VETRINA
contributo critico di Luca Beatrice
Inizio evento: 11/03/2010
Fine evento:15/05/2010
Provincia: Roma
Città: Roma
Indirizzo: Via della Lupa 24(Fontanella Borghese)
Luogo: GALLERJA
Apertura: da martedì a sabato 11.00-13.30 / 15.00-19.30
Sito internet: http://www.gallerja.it
E-mail informazioni: info@gallerja.it
Le sculture e le installazioni di Nicola Bolla sono l’espressione di una nuova Vanitas
formulata attraverso l’uso sapiente dello Swarowsky applicato ai soggetti della personale
collezione dell’artista: teschi, animali mitologici, orinatoi, cappi o catene, oggetti diversi sia
per dimensioni che per valore iconico, dove convivono ossimori visivi e tematici: buio e
luce, forma e contenuto, opulenza e miseria.
Lo Swarowsky, diventato per l’artista piemontese vero e proprio “marchio di fabbrica”, altro
non fa che enfatizzare l’effimero e l’inutilità del lusso, radicalizzando il senso di caducità
della ricchezza. Seduce e insieme inganna.
Le Wunderkammen di Bolla – dal tedesco “camere delle meraviglie”, prima forma di
collezionismo privato – si compongono di mirabilia, oggetti straordinari, artificiali o naturali
dove alla costruzione del reale prende posto l’immaginario onirico del sogno.
La poetica di Nicola Bolla, nel gesto insegnato da Duchamp di estrapolare l’oggetto dal
suo contesto per caricarlo di nuovi valori formali, supera una lettura tra oggetto e design,
traducendosi piuttosto nell’urgenza di un racconto che si incentra sulla bellezza, surreale e
poetica.
Dopo la sua partecipazione al Padiglione Italia all’ultima edizione della Biennale di
Venezia, Nicola Bolla torna con una nuova personale Quadri da vetrina alla Gallerja di
Roma. Due le grandi installazioni pensate ad hoc per gli spazi: una scultura a forma di
fungo atomico Atomic Vanitas e un’installazione composta da un lungo tunnel con struttura
a telaio a vista, quasi a voler ricordare che il significato più importante dell’arte è il saper
“vedere” al di là delle apparenze e il riconoscere il valore della forma e della sostanza di
quello che si nasconde “dietro” la realtà.