Jean-François Bory. In forma di libro

cura:Barbieri,Gazzotti,Morandi,Zanoletti

Inizio evento: 26/11/2011 Fine evento:28/01/2012
Provincia: Modena
Città: Modena
Indirizzo: V.le Vittorio Veneto, 5
Luogo: Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti
Apertura: lun 14.30-19.00; mar-ven 8.30-13.00/14.30-19.00; sab 8.30-13.00 Tel. 059/2033372
Sito internet: http://www.comune.modena.it/biblioteche/poletti
E-mail informazioni: biblioteca.poletti@comune.modena.it

Jean-François Bory. In forma di libro
È ai Libri di Jean François Bory che è dedicata la tredicesima mostra della rassegna In forma di libro, organizzata annualmente dalla Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti di Modena e quest'anno realizzata in collaborazione con la Fondazione Berardelli di Brescia e con il patrocinio del Centre culturel français di Milano. *La mostra sarà ospitata in Francia presso il Centre des Livres d'artistes di Saint-Yrieix-la-Perche dal 15 febbraio al 15 giugno 2012.   Jean-François Bory è nato a Parigi nel 1938 dove tuttora vive e lavora. E' considerato uno degli esponenti di maggior rilievo della poesia visiva francese. La sua ricerca parte da un ambito puramente scritturale per poi aprirsi alla sperimentazione verbo visuale, realizzando le sue prime esposizioni in questo ambito a Parigi nel 1965. Negli stessi anni inizia a interessarsi alla poesia sonora, partecipando a numerosi festival, tra i quali Aktion und Saben, alla Kunsthalle di Berna nel 1967. Sono numerose le riviste che fonda e dirige: nel 1966 con Julien Blaine "Approches", incentrata sulla ricerca poetica sperimentale a livello internazionale; nel 1968 con Jochen Gerz pubblica la serie di riviste antologiche "Agentzia", e a New York l'antologia "Once Again". Nel 1967 e nel 1968 partecipa ad entrambe le edizioni di Parole sui muri di Fiumalbo, piccolo centro nell'appennino modenese, meeting artistico internazionale organizzato da Mario Molinari, Adriano Spatola e Claudio Parmiggiani; alla manifestazione dedica il numero doppio di "Agentzia" del novembre-dicembre 1969. Nel 1970 dà vita alla rivista italiana in lingua francese "L'Humiditè". Jean-François Bory nel corso degli anni stringe rapporti di collaborazione con numerosi esponenti della ricerca tra parola e immagine non solo francesi, nel 1974 entra infatti a far parte del Gruppo internazionale di poesia visiva, anche detto Gruppo dei nove, con gli italiani Eugenio Miccini, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Michele Perfetti, Sarenco, l'olandese Herman Damen e i belgi Alain Arias-Misson e Paul De Vree. Parallelamente alla creazione artistica continua un'intensa attività critica e letteraria. Traduce due canti da Galaxies di Haroldo de Campos. E' autore di un libro su Hausmann, di due volumi su Nadar e di un'opera riguardante i disegni di Victor Hugo. Complessivamente, dal 1965 ad oggi, pubblica circa un centinaio di libri, tra saggi, testi poetici, e, soprattutto, libri d'artista. Le sue opere artistiche sono presenti nei maggiori musei del mondo.      Le discours est le signe du complot!, scriveva François Bory, con un pennarello nero, in un'opera del 1976. La decrittazione di questo complotto è al centro di tutta l'opera artistica dell'autore: operazione di disvelamento, condotta insieme a tutta una serie di colleghi artisti che, in maniera per la prima volta consapevole, ebbe inizio col Colpo di dadi di Mallarmé lanciato verso la fine del XIX secolo. L'indagine artistica di Bory si sofferma, concretamente, sulla lettera, unità minima di scrittura, intendendola come forma da leggere, quindi nel suo aspetto di esperienza visiva. Nel 1962 è già uscita The Gutenberg Galaxy, dove Marshall McLuhan, ingegnere canadese esperto di letteratura inglese nato giusto un secolo fa, spiega come la scoperta della stampa a caratteri mobili abbia comportato la costruzione dell'uomo tipografico: un uomo che, grazie a questa invenzione, non solo riesce a diffondere in maniera più ampia di prima le proprie idee, ma che, proprio a causa di questa invenzione, cambia profondamente il suo modo di percepire e di essere. È questo, forse, il complotto che ci vuole svelare Bory: il complotto per cui il mezzo non è solo strumento di comunicazione ma diviene, esso stesso, il messaggio. E non è una mera coincidenza se Bory s'interroga sul libro come strumento di comunicazione di massa nello stesso momento in cui escono i testi fondamentali di McLuhan: a dimostrazione che l'arte, con gli strumenti che le appartengono, ha lo stesso valore conoscitivo della filosofia o della sociologia.  Questo volume, oltre che testimonianza della mostra realizzata, vuole porsi soprattutto come primo strumento di ricerca su Bory autore ed editore, ruolo che lo ha portato ad essere un vero snodo comucativo per questo gruppo internazionale di artisti che sulla scrittura ha lavorato tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta. 



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