FRIEDRICH EIGNER, Il gelo del mattino...
a cura di Anna Breda
Inizio evento: 06/03/2010
Fine evento:31/03/2010
Provincia: Padova
Città: Padova
Indirizzo: via San Francesco, 35
Luogo: Galleria Anna Breda Arte Contemporanea
Apertura: da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30
Sito internet: http://www.annabreda-arte.com
E-mail informazioni: info@annabreda-arte.com
Friedrich Eigner, Il gelo del Mattino…“ ANNA BREDA ARTE CONTEMPORANEA Dal 6 al 31 marzo 2010 La mia arte vuole essere espressione dello spirito umano. Ciò che mi interessa non è distanziarmi dalla natura, o ridurre oggetti e forme ad un disegno, ma fare in modo che i miei sentimenti, espressi attraverso la mia arte, possano generare contenuti intellettuali e filosofici. Ogni persona vive i ricordi che non hanno più chiarezza e si presentano spesso in dissolvenze incrociate alle quali ognuno di noi reagisce in modo diverso. Queste immagini mi piacciono e vivo in esse. Il famoso neurologo Eric Kandel è lo scopritore di una proteina che svolge importanti funzioni sulla memoria. Questa proteina, egli sostiene, sarebbe la spiegazione del fatto che la memoria annaspa e non ci si può mai ricordare di una cosa esattamente allo stesso modo. Attraverso le mie “dissolvenze incrociate” delle opere del 1993 e 1995 originate a New York (in quel periodo H.C. Artmann voleva tenere una lettura sull’argomento in una galleria ma si ammalò gravemente prima) volevo rendere visibile il significato della memoria e della simultanea dimenticanza. Ma non vorrei solo mostrare che ogni ricordo è come una pittura sovrapposta dell’evento e che a seconda della sovrapposizione si perde la sua veridicità; in ciò io vedo anche la perdita dell’obiettività verso sistemi sociali sostituiti. Per spiegare questo ho scelto colori puri e limpidi come
il gelo del mattino (morgen frost) che sono rappresentativi di una cultura “simulata” che si comporta come se fosse tutto a posto. La sfocatura che pongo nelle opere, per opposto, è già nitidezza del modo di vedere. Se si sovrapponessero i modelli di cultura, o “pattern”, essi, per la loro interscambiabilità, cambiando posizione continuerebbero a generarsi e noi forse li potremmo interpretare come ricerca di una esistenza pacifica e sforzo per raggiungerla. Vedo e considero le mie opere di New York degli anni novanta come simboliche per il tempo e la normalità prima dell’11 Settembre poiché, dopo questa tragica data, per molta gente la normalità, il mondo sono stati cancellati.
Morgenfrost è per me la copertura di una chiarezza ed il lato più scuro della purezza che il sistema e l’ordinamento fanno raggelare e opprimono. Ciò che è gelido dovrebbe sciogliersi per ristabilire amore, pace e ordine.