Gerardo Marazzi. La seduzione del Drago
cura di Romina Guidelli
Inizio evento: 20/01/2012
Fine evento:13/02/2012
Provincia: Roma
Città: Roma
Indirizzo: Via Reggio Emilia, 32a
Luogo: Galleria Hybrida Contemporanea
Apertura: Orari Galleria: Mart/Sab 16.00-20.00
Info: 06 99706573
Sito internet: http://www.hybridacontemporanea.it
E-mail informazioni: info@hybridacontemporanea.it
La Galleria Hybrida Contemporanea in collaborazione con la Galleria Horti Lamiani
Bettivò, presenta la mostra personale di Gerardo Marazzi La seduzione del Drago,
Cina. La mostra prevede l’esposizione di 16 opere pittoriche inedite dell’artista
realizzate al seguito del suo viaggio in Cina.
CINA - 03 SETTEMBRE 2011.
“Il sesto giorno di viaggio i battelli scivolavano lungo il Fiume LI,
sinuoso e limpido, le nebbie veloci si scioglievano dalle cime scoprendo
torri di roccia e tutto si era fatto colore primordiale.
L'acqua era il fiume, l'aria era il vento caldo e la nebbia, la terra
erano le gole ed i picchi di pietra, e... il fuoco? Il fuoco era dentro
di Noi. Ecco La Seduzione Del Drago si era compiuta: la CINA, bella come
lacrime di gioia”
Questo racchiude tutto. La bellezza della natura è nella testa.
GERARDO MARAZZI
“Quando la ragione lascia spazio al sentimento, la conoscenza si apre a una nuova
percezione degli elementi. Se a questo sentimento si sovrappone il senso del viaggio,
l’arte diventa testimone di “ Viaggio Iniziatico”, quello compiuto dall’artista.
Prima di arrivare nello studio, pensavo alla tecnica osservata nelle foto delle opere di
Marazzi. La pennellata larga, densa solo a tratti. La linea che se predomina, non è mai
sottile, ma decisa, netta. Il taglio prospettico dato ad alcuni scorci che rappresenta,
l’influenza dell’architettura nella restituzione delle immagini.
Allo stesso modo, era possibile però leggere la perdita di ogni istinto razionale nel colore.
Arrivata lì, in mezzo alle sue opere, l’impressione.
Così ho compreso cosa intendeva dirmi quando gli ho chiesto di esprimermi il concetto
della sua pittura. Gerardo Marazzi aveva usato l’espressione metaforica: ‘lacrime di gioia’.
Davanti alle sue opere, ora, le vedo”.