ELIZABETH ARO - O silencio

a cura di Olga Gambari

Inizio evento: 22/01/2010 Fine evento:26/02/2010
Provincia: Roma
Città: Roma
Indirizzo: Vicolo del Farinone, 32 (Borgo Pio)
Luogo: GALLERIA MARTE
Apertura: dal lun. al venerdì 15.00 – 19.00, sabato e mattina su appuntamento. inaugurazione, venerdì 22 Gennaio 2010 ore 19.00
Sito internet: http://www.m-artegalleria.com
E-mail informazioni: marta.fegiz@m-artegalleria.com

ELIZABETH  ARO - O silencio
Elizabeth Aro e' nata nel 1961 a Buenos Aires. Dopo aver vissuto molti anni a Madrid si è da poco trasferita in Italia. L’artista argentina trasforma le dimensioni emotive e mentali della condizione umana in opere dove si mescolano fotografia, disegno, stoffa e filo. L’esistenza appare smaterializzata in visioni poetiche e raffinate, dotate, però, di grande fisicità. Ci sono sogni, pensieri, ossessioni e ricordi, che diventano carte disegnate con la macchina da cucire, fotografie ricamate, collane di lacrime, vegetazioni antropomorfe dai rami di velluto, abiti sculture. “Aro parte da analisi introspettive di riconoscimento e appropriazione del proprio flusso psico-emotivo, tra memoria e inconscio. Ne ricava una materia che poco a poco ricompone nei suoi lavori: la visualizza filandola e poi ricamandola su carte e fotografie, oppure tagliando e cucendo stoffe. Opere concettuali di grande fisicità, trattate come corpi artistici profondamente attraversati e vissuti”.(…)”Nei disegni appare l’individuo, una piccola figuretta anonima di plastica bianca, al centro di evoluzioni labirintiche di filo e metallo cucito. Singolo o in coppia, l’essere umano è presenza lillipuziana nelle composizioni su foglio, sormontato e portato in volo dal suo pensiero, che si fa angoscioso, poi giocoso, poi ossessivo, comunque invadente e dominante”.(…) L’artista governa però con forza la narrazione: imbriglia e ricompone in strutture razionalizzate e armoniche, dal carattere evocativo e perturbante. Lo stesso accade nelle sculture in stoffa, tratti intestinali e cerebrali che divampano, si allargano, corrono negli spazi espositivi come vegetazioni incontrollate e inquietanti, cresciute nell’ombra”. [1] Nella personale O Silencio (titolo di un libro d’artista esposto in mostra nel quale su pagine di stoffa è cucito un pentagramma muto, senza note) le immagini simboliche del mondo della Aro prendono vita in disegni su carta e fotografie dove il tratto è delineato e cucito con filo di stoffa, metallo, spille; in installazioni scultoree dalle sinuosità organiche antropomorfe e vegetali e in libri d’artista con pagine di stoffa ricamate.  
[1] Dal testo in catalogo di Olga Gambari


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