Elettra Cipriani. Contaminazioni di terra e fuoco

cura di Loredana Rea

Inizio evento: 15/03/2011 Fine evento:01/04/2011
Provincia: Roma
Città: Roma
Indirizzo: via Ercole Bombelli 22,
Luogo: Studio Arte Fuori centro
Apertura: orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.tel.06.5578101 – 328.1353083
Sito internet: http://www.artefuoricentro.it
E-mail informazioni: info@artefuoricentro.it

Elettra Cipriani.  Contaminazioni di terra e fuoco
La mostra, è il terzo appuntamento di Dissonanze transitorie, ciclo tematico di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea con l’intento di riflettere sul bisogno di contaminazione, che sembra caratterizzare in maniera assolutamente determinante la ricerca contemporanea, intesa non solo come volontà di uscire da canoni espressivi e tecnici considerati tradizionali per raggiungere una maggiore libertà di azione, ma anche come necessità di focalizzare l’attenzione su dettagli che altrimenti sfuggirebbero, per tracciare i confini di un territorio ampio in cui prospettive differenti trovano sempre nuove declinazioni. Nel periodo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Giuliano Mammoli, Elena Nonnis, Elettra Cipriani, Anna Maria Fardelli, Elisabetta Diamanti e Minou Amirsoleimani – differenti per formazione e scelte operative, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alle molteplici e talvolta transitorie dissonanze di metodo, di progetto, di strumenti e di idee. Quello proposto è dunque un percorso assolutamente permeabile in cui gli artisti invitati presentano le loro opere come i segni inequivocabili della complessa articolazione di un mosaico linguistico capace di creare interessanti commistioni, raffinate decontestualizzazioni e seducenti alterazioni, con l’obiettivo di rendere manifesta la complessità di questo nostro tempo. Per questa esposizione Elettra Cipriani presenta una serie di lavori in ceramica realizzati specificatamente. Sono piatti di dimensioni differenti, si parte dal diametro di circa 1 metro e si arriva a quello di pochi centimetri, per creare un’istallazione di grande fascino, in cui oggetti che quotidianamente contrappuntano lo svolgimento della vita di ognuno, si mostrano al pubblico con una luce diversa. Tradiscono, infatti, un’insopprimibile vocazione scultorea, rapportandosi dialetticamente con lo spazio, che esalta la loro studiata plasticità, e con la luce, che infiamma le cromie. La scelta di utilizzare la ceramica come esclusivo strumento espressivo, che caratterizza fin da principio il suo percorso di ricerca, nasce dal grande fascino di questa materia duttile, anche se sempre difficile da manipolare, che racchiude in sé memorie primordiali e, soprattutto, il segreto della contaminazione tra i quattro elementi originari: la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco. In Cipriani l’utilizzo questa materia semplice e allo stesso tempo complessa si manifesta con una manualità sempre controllata, con una costante ponderazione della mescolanza tra argilla, acqua e ossidi, con una continua attenzione ai processi di cottura, con il rispetto di ritmi millenari, per creare forme raffinate nella loro essenziale elementarità.  


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