Amore A-meno
a cura di Elisabetta Longari
Inizio evento: 12/02/2010
Fine evento:04/04/2010
Provincia: Novara
Città: Ameno
Indirizzo: Piazza Marconi 1
Luogo: Spazio Museale di Palazzo Tornielli
Apertura: Venerdì e sabato 15.30/19.00 - Domenica 10.30/12.30 - 15.30/19.00
Partecipanti: Un progetto di Asilo Bianco e Cuore Verde tra due Laghi
Sito internet: http://www.cuoreverdetraduelaghi.it
E-mail informazioni: ale.valsecchi@gmail.com
In occasione della celebre festa degli innamorati, sarà inaugurata la mostra
“Amore A-meno” a cura di
Elisabetta Longari, promossa da Asilo Bianco con il sostegno di Regione Piemonte e Comune di Ameno, nell’ambito del progetto “Cuore Verde tra due Laghi”.
La mostra presenta una panoramica di artisti contemporanei viventi che con diverse tecniche e poetiche affrontano il tema dell’amore nella sua accezione più ampia. La volontà di indagare attraverso l’arte uno dei sentimenti più complessi e perfino contraddittori dell’animo umano nasce dalla persistenza della necessità, di amare e di essere amati, anche, o forse a maggior ragione, in quest’epoca connotata dal consumismo e dal narcisismo.
Introduce la mostra il filmato pubblicitario, in bianco e nero, realizzato in occasione del lancio di “Notturno”, il telefono disegnato da Giorgio Armani nel 1987. Nello spot, il tema dell’amore viene evocato attraverso una strategia drammaturgica che culmina nella conversazione telefonica tra la splendida protagonista - l’attrice Lauren Hutton - e il suo amante lontano.
Parole d’amore, simboli, lettere, fotografie, oggetti comuni e ricorrenti nelle relazioni amorose vengono reinterpretati dagli artisti e proposti da nuovi punti di vista. L’allestimento si apre con un’opera del 1965 di
Michelangelo Pistoletto, dal titolo inequivocabile “TI AMO”, dalla serie “Oggetti in meno”.
Enrica Borghi presenta il progetto “Zapping in Love”, nato dalla residenza in Galles, a Swansea, dove è nato e vissuto il poeta Dylan Thomas, che diventa la controparte con cui l'artista simula una relazione amorosa.
Parole e immagini ricorrono in molte delle opere presenti in mostra.
Verso la metà degli Settanta, e ciò acquistava una tempestiva valenza di svelamento dei meccanismi dell’immaginario collettivo legato al femminile,
Nicole Gravier realizzava i “suoi” foto-romanzi: una serie di fotografie in cui l’artista si identifica nei ruoli stereotipati dell’attesa amorosa. Sempre negli anni Settanta
William Xerra interviene sulle stucchevoli e
demodeé cartoline d’amore
fin de siecle, ritagliando e asportando la figura maschile su cui applica la scritta “Io mento”, sottolineando così che la finzione è assolutamente strutturale all’amore, e alla costruzione del sé.
Meri Gorni mescola foto-ritratto di donne alle loro lettere d’accompagnamento che terminano tutte con la medesima frase che dà il titolo all’opera (
Ti mando, come promesso, il mio ritratto).
Fausta Squatriti attraverso lettere, cartoline e un calepino propone il carteggio fra due amanti lontani, con uno scambio di vedute così profondo da rientrare a pieno titolo nella categoria delle opere filosofiche.
Valerio Ambiveri offre un’immagine “parziale” e sensualissima dei corpi della coppia archetipica, Adamo ed Eva, con una meravigliosa tecnica che combina il disegno a grafite con la
texture del marmo bianco del supporto. Non poteva mancare un “omaggio” alle celebri frasi dei
Baci Perugina, entrate a far parte dell’immaginario collettivo: l’artista
Luigi Billi propone ingrandimenti “oggettuali” dei bigliettini contenuti nei Baci con le frasi accartocciate e appese alle pareti.
Più simbolico e legato a immagini d’impatto il lavoro di altri artisti:
Adele Prosdocimi espone un lavoro di trascrizione di un carteggio amoroso le cui parole costituiscono un flusso continuo; a ogni voce corrisponde un colore, rosso e arancio, che trascolora nell’altro, come recitare un mantra.
Rossella Roli presenta un crudelissimo cuore di vetro rosso conservato in un’elegante cappelliera; questa immagine, mentre riporta alla memoria il “sacrificio” di Biancaneve, evoca il cuore straziato, le pene d’amore.
Giancarlo Montebello offre la rivisitazione di un medaglione, tipico pegno d’amore, che al centro, invece del ritratto dell’amato/a, porta una fotografia di
Paola Mattioli dal titolo
Colpire al cuore.
Ottonella Mocellin e
Nicola Pellegrini, che sono una coppia nella vita e nell’arte, sono gli autori e i protagonisti del video “
Hurt so good” che svela la sottile ambiguità fra il gioco innocente e il sadismo di due amanti, mentre
Angelo Molinari propone una specie di studio pittografico svolto in 4 quadri a partire dalla famosa opera
Amor sacro e amor profano di Tiziano.