La mostra “Allunaggio 40 anni dopo”, a cura di Grazia Chiesa, fa parte di una rassegna che D’Ars sta organizzando, in numerose regioni italiane, in occasione dei quarant’anni dello sbarco dell’uomo sulla Luna. La mostra, composta da dipinti, altorilievi, fotografie, nasce da una profonda consapevolezza dell’importanza dell’avvenimento: la Luna e i suoi protagonisti sono stati descritti in seguito a un reale confronto tra sé, ieri e oggi, con uno sguardo anche verso il futuro dell’umanità.
Gianluca Amaroli rappresenta un paesaggio vicino all’astrazione, con, in primo piano, un quasi-autoritratto che esprime gioia e stupore.
Brandi e Tessadri hanno creato a quattro mani un’opera con forte attinenza all’evento.
Manù Brunello ha dipinto con perizia tecnica immagini poetiche che sembrano perle colme di luce lunare.
Guerrino Dirindin è presente con due impegnate opere rimandanti all’enigmatico mistero che ancora circonda la natura e la composizione della superficie del nostro satellite. Giovanni Lamberti partecipa con un quadro/scultura, in argenteo metallo, quasi a rappresentare una spirituale presenza astrale.
Graziella Mario espone opere che ben dimostrano il suo amore per l’argenteo astro.
Attilio Milani ha descritto, nei suoi due dipinti, eventi storici legati all’allunaggio avvenuto nel luglio 1969.
Cinzia Reggiani ha colto e svelato in una fascinosa foto la forte intesa che unisce il felino all’arcana luce della luna.
Carla Rigato narra, nel grande quadro esposto, di immaginarie memorie legate a espulsioni di mistica, lunare energia. La mostra tocca, del cuore degli osservatori, zone intime e profonde, scatenando emozioni nuove e insieme di antica memoria.