Alessio Larocchi "Paesaggio poco romantico"
Alessio Larocchi
Inizio evento: 09/01/2010
Fine evento:09/02/2010
Provincia: Pisa
Città: Pisa
Indirizzo: via San Bernardo, 6
Luogo: STUDIO GENNAI
Apertura: Inaugurazione: sabato 9 gennaio ore 18
orario: tutti i giorni feriali dalle 17 alle 19.30
Partecipanti: con testi critici di Eleonora Fiorani, Lorella Giudici, Roberto Limonta, Mirtha Paula Mazzocchi
Sito internet: http://http:/studiogennai.sytes.net
E-mail informazioni: studiogennai@yahoo.it
Paesaggio poco romantico è pittura e, per paradosso, negazione di pittura proprio per eccesso –almeno apparente – di materia e per la presenza di corrosivi stereotipi che disattivano alcune componenti del dipingere. Pittura di neve che raddoppia – e cancella – per stratificazione le forme, pittura di pittura carica e sovrabbondante che usa l’iperbole per convincere di ciò che, forse, è smarrito per sempre. Al
paesaggio poco romantico manca la certezza del corrispondente geografico. Doloroso e poco attendibile ex voto di paesaggio, con tanto di cuore – monitorato – per Grazia Ricevuta, insinua il dubbio di falsa testimonianza a differenza del quadro devozionale tradizionale che certifica sempre un fatto avvenuto, una realtà. Qui manca testimonianza affidabile, visivamente credibile. Con inquietante ironia le grandi opere pittoriche di Alessio Larocchi accostano ad elettrocardiogrammi o ad oggetti dove le emozioni sono sottratte, astratti paesaggi dissolti, liquefatti, la cui orografia è costantemente collegata alle pulsazioni del battito cardiaco di un patologico cuore romantico! L’acrilico dalle molteplici sfumature di grigio scivola verso l’alto, evapora, annullando qualsiasi possibilità di figurazione pacificatoria. Di bellavista. La veduta sfugge alla presa (emblematico il titolo di una tela,
A perdita d’occhio), non può essere descrittiva, procede per sottrazione. L’originale ricerca di Alessio Larocchi conduce ad un romanticismo simulato: può essere romantico un belvedere dall’affettività interrotta, che taglia senza indugio qualsiasi possibilità di empatia, di compenetrazione? Nei
paesaggi poco romantici lo spettatore è tenuto sempre a debita distanza, il soggetto resta una traccia melanconicamente insabbiata e appena lo si percepisce si sottrae alla ragione e alla materia.