Alan Charlton Ulrich Rückriem Niele Toroni

SAGGIO DI: Francesca Pola

Inizio evento: 13/12/2011 Fine evento:22/02/2012
Provincia: Milano
Città: Milano
Indirizzo: Via D. Scarlatti 12
Luogo: arte Studio Invernizzi
Apertura: Tel. Fax 02 29402855 - ORARI: da lunedì a venerdì 10-13 15-19,
Sito internet: http://www.aarteinvernizzi.it
E-mail informazioni: info@aarteinvernizzi.it

Alan Charlton  Ulrich Rückriem  Niele Toroni
Traiettorie dell’equilibrio opere di Alan Charlton, Ulrich Rückriem e Niele Toroni. I tre artisti hanno interpretato, ciascuno secondo la propria identità, volumetrie e architetture della galleria: non adottandone ciascuno una sala, ma interagendo attraverso i suoi spazi, e dando così vita ad un inedito percorso fatto di analogie e diversità. Charlton, Rückriem e Toroni sono da annoverare tra i principali esponenti di una linea creativa contemporanea che ha privilegiato, a partire dalla fine degli anni Sessanta, una idea di riduzione significante del linguaggio visivo. Secondo un procedere creativo essenziale, il loro lavoro crea inedite “traiettorie dell’equilibrio” che coniugano l’intenzionalità formante e ordinatrice dell’opera con la dimensione dinamica e attiva delle sue relazioni spaziali. Tra i loro codici espressivi, ciascuno fortemente caratterizzato in senso individuale, è possibile individuare alcuni parallelismi fondanti, che costituiscono il fulcro attorno cui ruota questa occasione espositiva. Nella loro trasformazione di una poetica profondamente radicale, questi artisti condividono la necessità di un’essenzialità operativa, di un’azione artistica basilare, che si traduce attraverso gesti minimi: il dipinto grigio per Charlton, la scultura in pietra come ordine della materia per Rückriem, l’impronta di pennello per Toroni. Questa esigenza si traduce nel loro lavoro in una rarefazione espressiva tesa a raggiungere il massimo di densità e concentrazione di significati, che procede secondo dinamiche di progressivo coinvolgimento dello spazio. La loro opera si declina infatti in una relazione fondamentale con le spazialità che si trova ad abitare: un rapporto reso esplicito anche dalla scelta di una modularità che nelle loro opere viene costantemente adottata e contraddetta, quale ipotesi di un percorso possibile sempre inedito. Tre linguaggi diversi che nell’intreccio di questa mostra, sala dopo sala, emergono non solo nell’autonomia creativa delle loro identità costantemente innovative, ma soprattutto nella intenzionale interferenza delle loro risultanti creative: ogni stanza vede la compresenza di almeno due di loro, secondo una modalità ideativa che si sviluppa a partire da una relazione diretta e sensibile con il corpo attivo di questo spazio. In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue contenente un saggio introduttivo di Francesca Pola, una poesia di Carlo Invernizzi, la riproduzione delle opere esposte in galleria e un apparato biografico.


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